Un corteo di ragazzi

Cinquantacinque anni fa ero come voi. Quindicenne, indignato, ingenuo, con tanta voglia di cambiare il mondo, di portare giustizia, equità, pace. Allora, affascinato da un comunismo che esisteva soltanto in un astratto ideale. Aderii a un movimento che non aveva lo stile organizzativo di un partito politico, ma era, come qualcuno acutamente lo definì, “uno stato d’animo”.

C’era tanta passione, tanta voglia di essere ascoltati e il rifiuto di una cultura bloccata.

Difficile, impossibile fare paragoni tra ora e allora. La storia non si ripete. La società è cambiata.

La mia generazione ha perso.

Dal perbenismo ottuso che ignorava diritti civili e perpetuava un mix di clientelismo e affarismo celati nelle pieghe dell’etica vetero cattolica, tutto è cambiato per poi precipitare nei miti del consumismo praticato in un vortice di egoismi, chiusure e rancori.

Vedo sfilare i ragazzi di oggi, con le loro facce pulite, gli occhi ancora capaci di meraviglia.

Per loro è naturale la diversità. Come stare dalla parte dei più deboli. Perché, a loro volta, si sentono discriminati, inascoltati. E non vogliono essere deboli.

Per loro la pace è una condizione esistenziale, molto più che un programma politico.

Cosa ne verrà?

Non lo so.

Ma questi giovani mi piacciono. Come me tanti anni prima sfilano con piccoli cartelli improvvisati. Esitano nell’urlare slogan. Sono soprattutto coinvolti dal condividere un sentimento che chiamano anche obiettivo, un momento di espressione collettiva.

Spero in loro soprattutto per l’altra emergenza che sfida il futuro. L’ambiente che soffoca. Salvare la natura, rendere vivibili le città.

Perché ne va della loro sopravvivenza. Loro non hanno paura di perdere gli stolti privilegi di comportamenti ad alta intensità energetica. Perché non li hanno e perché quelli che hanno rischiano di isolarli.

Quanta differenze tra gli incontri in cui ciascuno guarda il proprio smartphone e un corteo nel quale ci si guarda l’un l’altro e si cammina tenendosi vicini, con gli occhi avidi di protagonismo insieme.

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