Lanzarote – La meraviglia di fiori e piante

Lanzarote è una piccola isola delle Canarie caratterizzata dalla natura vulcanica.

Vi si trovano oltre cento vulcani, non più in attività. Il più alto tra essi ha la sommità poco oltre i 600 metri, così il nostro tour è un saliscendi tra basse elevazioni, in prevalenza ormai arrotondate e con fianchi brulli o coperti da bassa vegetazione.

La terra naturalmente concimata dai residui lavici è propizia per lo sviluppo delle specie vegetali.

Sebbene io non sia esperto né appassionato di botanica, ho ammirato sorpreso e incantato i giochi dei colori tra foglie e fiori, intorno a palmeti e altri alberi cui non so dare nome.

Le palme sono per la maggior parte basse e con foglie più scure di quelle cui siamo abituati nei Paesi tropicali, ma non mancano quelle che si lanciano verso il cielo.

L’isola presenta paesaggi aspri, il vento batte possente e freddo, facendo rimpiangere il clima caldo che abbiamo lasciato da pochi giorni.

Dall’alto del belvedere, nella mattinata battuta dal vento che scuote la foschia a pelo d’acqua, il paesaggio assume tinte e  contorni quasi lunari.

A qualificare la gita è l’arrivo a Jamos de Agua. Si tratta di una grotta che esce dalle profondità vulcaniche, famosa perché in un laghetto affiorante vivono minuscoli granchi bianchi e ciechi, il cui habitat naturale sono le profondità oceaniche e che soltanto qui si possono vedere sopra il livello del mare, nell’oscurità poco illuminata dal sole che si insinua tra le fratture delle rocce.

L’opera dell’uomo, sulla base dell’architettura progettata dal poliedrico e maggior artista di Lanzarote, ha reso Jamos de Agua un piccolo gioiello.

La grotta è suggestiva e sale verso una piscina ornamentale dalle acque celesti che brillano in contrasto al buio delle viscere terrestri e al bianco della vasca e dei bordi. Tutto intorno è un rifulgere di colori forti o delicati di ogni varietà di fiori e foglie, di tronchi nodosi o lisci, scuri e ruvidi o levigati e algidi.

Poi, a ulteriormente affascinare, c’è un auditorium scavato nell’anfratto, con le sedute a semicerchio che scendono verso il palcoscenico, sotto pareti e volta di pietra lavica che negano ogni eco, con effetto di fonoassorbenza. In alto, sotto il lucernario costituito da una breccia nella volta, sta una sospensione di linee e frecce, frutto dell’estro dell’artista.

Nuovamente all’aperto, inseguiamo scorci e prospettive che donano gli sfondi del cielo e del mare dietro aiuole e alberi.

Materiale per scatenare la fantasia alla ricerca di fotografie d’effetto.

L’alternarsi dei toni di luce nel rapido scorrere delle nuvole sotto l’impeto del vento rende il gioco ancor più seducente.

Il vento, che alle Canarie è protagonista e oggi si fa sentire, con le frecce del suo alito, che ci pare gelido.

La nave rolla e vibra. Partiamo.

Addio, Lanzarote, terra di pale eoliche e impianti di desalinizzazione.

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