Torino e la clessidra

Questo studio risale al 1992. Torino era investita dalla crisi del crollo del suo profilo di città dell’industria di massa. Occorreva cercare strade nuove. Tentai di indicare quelle che mi sembravano più promettenti. Ben poco venne raccolto. Torino perse dinamica e ricchezza. Una nuova tristezza si sostituì a quella ritmata dai tempi dell’industria. Risalire non è agevole, sconcerto e scontento hanno portato al governo della città chi nega radici e vuole inventare un futuro senza visione strategica, in parte figlio della teoria – non esplicitamente ammessa – della “decrescita felice”. Sigh!

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