Lo spirito del Carnevale a Viareggio: Carnival close encounter

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Titolo in inglese: mi scuso, ma la citazione mi pareva obbligata.
Oggi si è chiuso il carnevale di Viareggio 2017, salvo qualche coda di minor importanza, premiazione ufficiale compresa.
Per chi, come me, sta arrivando a Viareggio e comincia ad amarla, è stata una straordinaria rivelazione della viaregginità.
Talora nel viareggino affiora indolenza, scarsa perseveranza. Ma il carnevale trasforma tutti i cittadini: c’è passione, forza, determinazione. C’è tutta la voglia di divertirsi miscelando ironia, senso del presente, intelligenza e arguzia, gusto per la bellezza nata dal pensiero e forgiata con le proprie mani.
Qualcosa di travolgente (altra citazione filmica…, con un titolo originale ancor più pregnante: something wild).
Stare nelle manifestazioni del carnevale trasmette una vibrazione irresistibile come le note più ritmate dei Rolling Stones nei tempi andati.
L’attenzione e la cura per gli allestimenti dei carri, il rigore coreografico dei figuranti, l’allegria dei partecipanti creano un ambiente unico.
In altri eventi – penso a Venezia – si possono ammirare costumi e allegorie di gran classe, ma in un nessun altro contesto si può respirare il clima del carnevale che si proietta a plasmare il carattere della città.
I coriandoli nel DNA – come recita una delle tante ballate viareggine – innervano la consapevolezza di fare qualcosa di speciale e di grande, che, peraltro, è una delle ricchezze locali anche sotto il profilo dell’economia, per quanto direttamente ed indirettamente produce.
L’orgoglio esplicito del significato e del contenuto del carnevale merita a Viareggio il plauso di saper interpretare ogni anno un rito pagano radicato in questa città e capace di recitare su un palcoscenico universale.
Perfino la parodia del brano vincitore di Sanremo supera, per simpatia e pertinenza, tutte le molte che si sentono. Sull’orecchiabilità del brano di Gabbani (peraltro toscano anche lui) Luca Bonuccelli ha ricavato quel “Viareggini’s karma” che mi sembra tanto un atto di spensierato amore per la sua città quanto uno sprone a riprendere un cammino di successo per tornare perla del Tirreno.
Ora che mi accingo a vivere Viareggio come mia nuova dimora per una rinnovata fase di vita, cerco di prendere lo spirito del carnevale e spero di poter stare dentro una dinamica di passioni che rilancino bellezza, successo e sviluppo di questa meravigliosa città, rendendola uno dei fari di un nuovo Rinascimento di cui tanto ha bisogno il nostro Paese.

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